Quello che sta avvenendo si chiama diffusione dolosa dell’epidemia (art.438 cod.pen.).

Io, insieme al prof. Augusto Sinagra, ho cercato di scuotere gli animi dal torpore e dal letargo cui sono stati ridotti dalla propaganda del pensiero unico, depositando presso la Procura delle Repubblica di Roma una prima denuncia in data 30/03/2020 perché fosse accertato se sussistevano profili di responsabilità penale a carico del presidente del consiglio, prof. avv. Giuseppe Conte, del ministro della salute, on.le Roberto Speranza e di quello degli interni, dr.ssa Luciana Lamorgese, per i reati di diffusione colposa dell’epidemia ed omicidio colposo plurimo.

Successivamente, in data 15/07/2020, abbiamo depositato una seconda denuncia per l’ipotesi di reato sopravvenuta con riferimento alla diffusione dolosa dell’epidemia (art.438 c.p.), dal momento che già allora appariva evidente la volontà del governo di continuare a consentire l’ingresso indiscriminato in Italia di migranti irregolari, anche di quelli positivi al Covid-19, per distribuirli poi su tutto il territorio con la conseguenza di esporre gli Italiani al rischio di un nuovo contagio.

Il procedimento penale promosso a seguito delle citate denunce, iscritto al n.49875/2020 ed assegnato al dott. Giorgio Orano, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Roma, seguirà il complesso iter previsto dalla legge costituzionale n.1/1989 (rimessione degli atti da parte del PM al Tribunale dei Ministri ed al termine delle indagini da parte di quest’ultimo, in caso di decisione di rinvio a giudizio, restituzione degli atti al PM perché richieda l’autorizzazione a procedere contro gli indagati alla camera di appartenenza, per i ministri che sono anche parlamentari ed al senato, in caso di ministri non parlamentari).
Tuttavia ogni cittadino italiano, consapevole della gravità della situazione, potrebbe a sua volta fare la sua parte e far pervenire presso i vari uffici giudiziari dove vengono consumati i reati la sua denuncia contro coloro che, ricoprendo funzioni istituzionali apicali che consentono loro l’adozione di autonome decisioni, si stanno rendendo responsabili a vario titolo di delitti come la diffusione colposa e talvolta anche dolosa dell’epidemia ed il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

In questo modo diversi PM appartenenti ai vari Tribunali territorialmente competenti, avrebbero l’opportunità di indagare, accertare i fatti ed i profili di responsabilità di ciascuno ed in caso di raggiungimento del convincimento di poter sostenere validamente l’accusa nel corso del dibattimento, potrebbero rinviare a giudizio gli indagati.

Con tale iniziativa collettiva proveniente dai cittadini si potrebbero ottenere alcuni importanti risultati:

1) nell’immediato, una auspicabile maggiore attenzione, prudenza e responsabilità nell’affrontare le varie situazioni da parte di chi, pur occupando ruoli secondari e non di vertice nelle istituzioni, ha tuttavia una capacità decisionale autonoma e non discrezionale, ma soggetta solo alla legge;

2) nel breve termine, l’apertura di una nuova stagione che vedrebbe la Magistratura italiana protagonista di una grande operazione di ripristino della legalità attraverso numerosi processi penali necessari per punire, previo l’accertamento di responsabilità di ordine penale, tutti coloro che fino ad ora hanno impunemente violato la legge, ritenendo di esserne al di sopra;

3) nel medio termine, una rinnovata fede nella Giustizia da parte dei Cittadini e di molti Magistrati che spesso avvertono attorno a loro un senso di isolamento ed oggi sono costretti a non operare come invece vorrebbero, dovrebbero e potrebbero.

Si ritorni dunque al rispetto della Costituzione, a quello delle leggi e si rientri nello Stato di diritto, perché è questa l’unica via per rinnovare il patto sociale con i Cittadini e per affrontare i duri sacrifici che ci aspettano per la ricostruzione della nostra economia gravemente danneggiata e non solo per il lockdown e ricostruire uno Stato sociale, ormai pure esso assente!