La spasmodica corsa verso il riarmo voluta dal presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen fa tornare alla memoria il riarmo della Germania del 1934.

Peraltro, il presidente tedesco Olaf Scholz,  già in data 27 febbraio 2022, tre giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, aveva annunciato un grande piano di riarmo che prevedeva lo stanziamento di 102 miliardi di euro subito e del 2% annuo del PIL.

Francia e Inghilterra si trovarono subito sulla stessa lunghezza d’onda, per superare a loro volta la Polonia che era già super armata.

Lo stanziamento per il riarmo è poi inopinatamente passato al 5% del pil per tutti gli Stati aderenti alla Ue ed il governo italiano, dopo l’elezione di Trump e le sue imprevedibili decisioni, si è subito allineato ai diktat dell’Unione europea e naturalmente degli USA, compromettendo così il futuro del popolo italiano sia sotto il profilo economico e sociale, che dal punto di vista della conservazione della pace.

Viene invocato un pericolo di invasione da parte di un fantomatico nemico per giustificare uno sconsiderato e costosissimo riarmo che costerà agli italiani e agli altri popoli europei lacrime di sangue.

Chi sarebbe il nemico immaginario da cui dovremmo difenderci, o contro cui gli Stati europei dovrebbero muovere la guerra?

A ben considerare razionalmente le cose, gli unici nemici dell’Europa stanno a Bruxelles e Strasburgo e sono loro, i burocrati e tecnocrati che sono al potere senza alcuna investitura popolare, i quali ci stanno spingendo verso la peggiore crisi economica che precedette le sue guerre mondiali.

Assistiamo ad una isterica e pericolosa corsa al riarmo e ci vengono illustrati attraverso i soliti media, tutti schierati con il neoliberismo totalitario, scenari di guerra, laddove invece entrambi i presidenti delle maggiori potenze mondiali (Stati Uniti e Russia) stanno attivando le necessarie negoziazioni per la pace.
Stranamente non si parla più di green, per la cui promozione sono stati elargiti centinaia di milioni di euro per influenzare le decisioni in seno all’Ue, né di mutamento climatico, perché il tema di attualità è diventato quello della guerra.
I casi sono due:

1) Certamente esistono colossali interessi economici che spingono verso un affrettato riarmo al fine di avviare a pieno ritmo la produzione e la vendita delle armi, operazione questa che consentirebbe al mercato globale nuovi investimenti e colossali profitti.
Se si trattasse, come è già accaduto in un recente passato, di interessi economico-finanziario, tale nefandezza andrebbe immediatamente fermata ed estirpata prima che sia troppo tardi.
2) Altra ipotesi è che molti di coloro che ricoprono ruoli apicali a livello europeo e nazionale, i quali stanno incutendo spasmodicamente la paura dell’imminenza del pericolo di guerra per spingere verso l’adozione di tutte quelle gravi decisioni che incideranno sul destino e sulle sorti dei popoli europei, non sono più lucidi e probabilmente sono affetti da importanti turbe mentali.
In questo caso si appalesa urgente e necessario rimuoverli da ogni funzione e sottoporli a visita psichiatrica per iniziare subito dopo una terapia adatta che li ponga in condizioni di non nuocere alla collettività!