(pubblicato su “Nuovo Quotidiano di Puglia” n. 80 del 23 marzo 2002)

Dare asilo ai rifugiati costituisce un obbligo internazionale e non una scelta politica.

L’articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1951, che l’Italia ha ratificato, stabilisce il divieto di espellere o respingere in alcun modo i rifugiati verso le frontiere dei luoghi dove la loro vita o la loro libertà sarebbero minacciate. Analogo principio è sancito dall’articolo 14 della Dichiarazione Universale dei diritti umani, in base al quale ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni.

Quello del non respingimento e quindi del diritto di asilo è un principio ormai universalmente riconosciuto ed ha quindi valore di norma di diritto internazionale generale, cui nessuno Stato può sottrarsi.

Talvolta avviene invece che gli stessi Stati che hanno ratificato le precitate convenzioni le disattendono basando tale illegittimo comportamento sulla circostanza dell’arrivo “irregolare” dello straniero richiedente l’asilo e della presunta malafede o assenza del merito di accoglimento della domanda di asilo, o infine, su motivi di ordine pubblico.

Questa singolare interpretazione delle previsioni della Convenzione di Ginevra finisce col respingere il potenziale rifugiato e chiudere di fatto le frontiere, in palese violazione delle previsioni della norma internazionale.

A tale proposito si fa rilevare poi che l’articolo 31 della Convenzione di Ginevra prevede l’ingresso irregolare del rifugiato e del richiedente l’asilo e vieta la punizione per tale fatto, sempre che la persona sia venuta direttamente dal Paese dove teme persecuzioni e che si sia rivolta senza ritardi alle autorità con la richiesta di protezione.

In direzione contraria si muove invece il Ddl. 795 in materia di immigrazione ed asilo approvato con qualche emendamento dal Senato il 28.02.02, che dovrà essere sottoposto all’esame della Camera dei Deputati,

La nuova legge sull’immigrazione in corso di approvazione appare un vero e proprio esempio di contorsione politico, dal momento che unisce le più ardite ed astratte norme sulla multiculturalità e sulla garanzia degli stranieri contro la discriminazione, a norme che istituiscono forme di vera e propria detenzione amministrativa nelle case di accoglienza riservate a quanti sono destinati poi all’espulsione.

Sembra inoltre che da una parte si voglia stivare a forza un grande numero di immigrati regolari nel sistema del Welfare di concezione tutta italiana e dall’altra si voglia inibire agli altri immigrati, quelli ritenuti irregolari, di esercitare qualsiasi diritto, se non quello di andar via dal territorio dello Stato.

Nella stessa direzione della legge non ancora approvata si muove il decreto legge emanato dal Consiglio dei ministri il 20 ultimo scorso in base al quale vengono adottate nuove misure di contrasto e rimpatrio coatto e vengono conferiti più poteri ai prefetti.

Competerà al ministro dell’Interno riempire di contenuti tale decreto, come ad esempio l’emanazione di norme per la realizzazione dei nuovi centri d’accoglienza per chi ottiene l’asilo politico e di centri di permanenza per chi invece non ottiene lo status di rifugiato.

I prefetti avranno il potere di adottare le ordinanze contingibili ed urgenti per la requisizione di aree ed immobili, senza il preventivo parere di ministeri competenti.

Da una nota del Viminale si apprende poi che sono allo studio anche misure tese a dissuadere nuovi arrivi.

E’ stato disposto un potenziamento della sorveglianza navale delle coste e sono state strette le maglie del coordinamento per gli interventi congiunti in mare della Marina militare e della Guardia di Finanza.

In tale contesto è legittimo per chi non rientra tra gli addetti ai lavori, chiedersi, con preoccupazione e turbamento: quale sarà il prossimo passo?

Quanti ancora possono incidere sulla modifica del testo legislativo non possono tirarsi indietro, ma devono adoperarsi fattivamente per apportare tutte quelle correzioni che consentano di salvaguardare in concreto il diritto dei profughi e degli immigrati a chiedere l’asilo.

La tutela del diritto di chiedere l’asilo non è un atto politico, discrezionale o facoltativo, né soltanto un atto umanitario, ma rientra categoricamente negli obblighi assunti a livello internazionale da tutti quegli Stati che, come l’Italia, hanno ratificato la Convenzione di Ginevra.

Oltre ai rilievi che precedono, di carattere squisitamente giuridico, non si può dimenticare infine che proprio l’Italia, che, insieme al Giappone, secondo recenti stime dell’Onu, detiene il primato della popolazione più anziana del mondo (l’età media è di 40,2 anni) ha necessità di cospicui ingressi di lavoratori stranieri (disciplinati ovviamente da norme garantiste e chiare) al fine di evitare il collasso del suo sistema previdenziale.

Radio LDR Informazione e Consapevolezza 19/10/2016 – Dibattito su Immigrazione o Invasione

con la partecipazione di Ilaria Bifarini ed Alfredo Lonoce – Moderatore: Vittorio Boschelli

 

Radio LDR Informazione e Consapevolezza 02/11/2016 – Referendum…Colonia o Nazione

Dott. Paolo Ferraro e Avv. Alfredo Lonoce – Conduce Vittorio Boschelli