Ecco sfornato il 10 aprile scorso un altro DPCM di proroga, fino al 3 maggio prossimo, delle misure restrittive per il contenimento ed il contrasto del diffondersi del virus COVID- 2019 (Coronavirus), il cui annuncio, come già era accaduto in precedenza, è stato anticipato dal Premier Conte nel corso di una conferenza stampa serale a reti unificate svoltasi prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il Premier ed i suoi Ministri, dopo una serie di pregresse inerzie colpevoli, continuano a limitare i diritti costituzionali dei cittadini italiani non, come sarebbe legittimo, con decreti legge, o decreti legislativi, che dovrebbero essere poi esaminati e convertiti in legge dal Parlamento, dopo un ampio dibattito, ma, nel surrettizio intento di scavalcare il Parlamento italiano, con dei DPCM (decreti del presidente del consiglio) e con ordinanze, provvedimenti tutti che non sono leggi, ma semplici atti amministrativi e come tali incostituzionali nel momento in cui violano, come violano sfacciatamente le seguenti norme fondamentali: art.13 cost. (libertà personale), art.16  cost. (libertà di circolazione), art.17 cost. (libertà di riunione), art.art.18 (libertà di associazione), art.19 (libertà di culto), art.41 (libertà dell’iniziativa economica privata), nonché, art. 21 TFUE (libertà di circolazione), art. 45 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (libertà di circolazione e soggiorno all’interno degli Stati membri) e Accordo di Schengen (libera circolazione delle persone all’interno dell’area che comprende, oltre all’Italia altri 21 Stati europei su 27).

La nostra Costituzione non consente a nessuno la sua modifica o sospensione, neanche ad un presidente del consiglio, perché l’unico strumento consentito per la modifica è quello previsto dall’art.138.

Conseguentemente non è più tollerabile rimanere silenti dinnanzi ad uno stravolgimento di regole che sono alla base del nostro vivere civile e non dare voce ai cittadini italiani, tutti reclusi, sia pure agli arresti domiciliari di volta in volta prorogati, i quali non si stanno ancora rendendo conto di quello che sta succedendo, terrorizzati come sono dalle notizie, ampiamente diffuse, sull’emergenza ed il pericolo per le loro vite, connesso all’epidemia COVID- 2019.

Come affermò Piero Calamandrei, in un celebre discorso agli studenti di Milano nel 1955, “La costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va a fondo, va a fondo per tutti questo bastimento.

E’ la carta della propria libertà, la carta per ciascuno di noi della propria dignità di uomo”.

La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi auguro, di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno, che sulla libertà bisogna vigilare,vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica”.

Come è noto la nostra Costituzione è rigida, non consente cioè alcuna modifica con legge ordinaria, ma solo con legge costituzionale e la forma istituzionale che regge il nostro Stato è quella di una repubblica parlamentare in cui vige la centralità del parlamento, sicchè non è possibile trasformarla in una repubblica semi presidenziale su iniziativa di una persona, peraltro neanche eletta, che si arroga poteri eccezionali che soltanto il parlamento italiano potrebbe conferirgli in particolari situazioni.

Quale potrebbe essere il prossimo passo, lo stato di assedio, il coprifuoco ed infine l’instaurazione di una dittatura?