
Pur ritenendo che a causa della gravissima situazione in cui attualmente versa la Nazione italiana ed il suo Popolo fossero necessari dei provvedimenti straordinari, come quelli adottati dal governo, tuttavia osservo che nei giorni precedenti abbiamo assistito ad una spasmodica proliferazione di Dpcm che non trovano una giustificazione giuridica-costituzionale.
Sorgono quindi inevitabili alcuni interrogativi:
Ci stiamo avviando verso la sospensione della Costituzione e della stessa democrazia?
L’Italia è ancora una repubblica democratica?
Vale ancora il principio della centralità del parlamento?
Poi, se è vera la notizia che si sta diffondendo, è lecito e/o legittimo il controllo dei telefonini dei cittadini italiani (se più piace a chi usa questa definizione “della comunità italiana”) senza alcun provvedimento della magistratura?
Perchè pur avendo il giorno 31/01/2020 il Consiglio dei Ministri deliberato l’emergenza da epidemia COVID-19 e dichiarato che avrebbe attrezzato tutti i presidi ospedalieri con strumenti di protezione, come si evince dalla lettura dell’art.16 del decreto-legge n.18 del 17/03/2020 (decreto salva Italia), si è atteso invece che l’epidemia (poi pandemia) si diffondesse e contagiasse tutta la Lombardia e poi l’Italia intera, prima di intervenire e comunicare lo stato di emergenza, predisponendo tempestivamente i piani ritenuti idonei al contenimento?
Perchè i presidi Ospedalieri di tutta Italia erano e sono sprovvisti dei più elementari sistemi di sicurezza per gli operatori sanitari, carenza questa che in base ai dati statistici diffusi dall’ ISS risulta essere una delle cause maggiori di contagio?
Se fossero stati attivati adeguati piani di contenimento fin dal 31.01.2020, avremmo ugualmente subito la diffusione dell’epidemia nelle stesse dimensioni, con la perdita di migliaia di vite umane, oppure l’avremmo circoscritta e meglio gestita?
Tutto quello che è stato fatto e messo in campo dal “Governo” è comunque stato attivato con un “notevolissimo ritardo essendo lo stato di emergenza conosciuto” quasi un mese prima.
Invece dopo aver “nascosto e/o mascherato la grave situazione” quando ormai non poteva più “nasconderla” il “Governo” si è finalmente attivato.
Il ritardo consapevole e l’aver taciuto sullo stato di emergenza epidemico ha determinato o no lesioni gravissime ai Diritti Costituzionali?
Ed ancora, perché il presidente del consiglio, invece di utilizzare la decretazione di urgenza, come avrebbe potuto fare con la stessa tempestività, ha emanato inizialmente un Dpcm?
Come è noto un decreto del presidente del consiglio (Dpcm) è solo un atto amministrativo che normalmente serve per dare attuazione a norme o varare regolamenti e costituisce una fonte normativa secondaria, non ha forza di legge e quindi non deve essere esaminato dal parlamento per la conversione.
Cosa significa allora la scelta del presidente del consiglio?
Può un atto amministrativo violare o sospendere la Costituzione ed il funzionamento della nostra democrazia.
A pensar male, potrebbe sorgere il dubbio che si tratti di una volontà di accentramento di poteri in capo ad una sola persona.
Il Parlamento italiano, che rappresenta la Nazione (non il paese) perché in questo delicato momento non è riunito in seduta permanente?
Il presidente della repubblica che è il capo dello Stato (non del paese) ed in base all’art. 87 cost. rappresenta l’unità nazionale cosa dice, cosa fa?
La Costituzione italiana del 1948 deve considerarsi di fatto sospesa, o superata in violazione delle previsioni di cui agli artt.138 e 139 della stessa Costituzione?
Quando verrà superata l’emergenza occorrerà valutare con attenzione i comportamenti del presidente Conte e dei suoi ministri per verificare se siano ipotizzabili dei reati, come ad esempio, tra gli altri, anche quello previsto dall’art.438 cod.pen. in quanto in base alla clausola di equivalenza prevista dall’art. 40 comma 2, non impedire l’evento che si ha l’obbligo giuridico di evitare equivale a cagionarlo.
