
Si legge su il Giornale “Hanno tolto lo scudo ai medici per levare dai guai Conte & c.
Fallisce il blitz Pd per tutelare i politici.
In Senato nel corso del dibattito per la conversione in legge del D.L. n.18/2020, il decreto “Cura Italia” hanno dovuto ritirare tutti gli emendamenti che bipartisan erano stati inseriti con callida sfrontatezza ed è stata richiesta al governo, su iniziativa del sen. Marcucci, la convocazione di un “tavolo” per valutare le misure necessarie”.
Si legge ancora nel commento de Il Giornale: “Purtroppo però ora rischia di essere troppo tardi – dicono in casa dem – vedrete tra un paio di settimane che valanga di cause partirà, sollecitate da avvocati o associazioni dei consumatori prive di scrupoli. Un disastro annunciato”.
Dunque secondo gli esponenti del Pd quelli da temere sarebbero gli Avvocati italiani, sui quali, invece, come è stato già deliberato in data 1 aprile 2020 dal Consiglio Nazionale Forense (CNF), organo di rappresentanza istituzionale dell’avvocatura italiana, verrà esercitata un’attenta vigilanza da parte di tutte le istituzioni forensi per individuare e sanzionare eventuali comportamenti di professionisti che intendessero incoraggiare azioni legali contro medici, infermieri e altri operatori sanitari in un momento di estrema difficoltà che vede le strutture ospedaliere allo stremo.
E’ falso che gli Avvocati italiani vogliono speculare sul dramma che tutti stiamo vivendo, gli unici interventi e l’unica mobilitazione degli avvocati riguardano due temi:
1) L’opposizione al progetto governativo che prevede i processi da remoto, perchè tutti i processi vanno sempre celebrati nelle aule di giustizia, in quanto la tecnologia è solo uno strumento per l’attività giurisdizionale, non il fine ultimo che invece dovrebbe essere quello di non di restringere, ma di ampliare gli spazi di libertà individuale che è la necessaria premessa per la libertà di tutti i cittadini.
2) La ferma opposizione all’introduzione surrettizia da parte della maggioranza governativa e dell’opposizione di uno scudo penale che cancelli ogni profilo di responabilità per dolo o colpa grave a carico di chiunque con la sua condotta abbia concorso alla diffusione dell’epidemia ed abbia causato migliaia di morti è determinata proprio perchè gli Avvocati hanno il compito di perseguire sempre la legalità e tutelare i fini della Giustizia e gli interessi superiori della Nazione!
I politici italiani forse soffrono di disturbi della memoria, dal momento che sembra che non ricordino quello che aveva scritto la Consulta nella sua sentenza n.24/2004, allorchè ebbe a dichiarare l’illegittimità costituzionale del cd. “lodo Schifani” approvato con legge ordinaria n. 140/del 2003, con il fine apparente di evitare che nel semestre di presidenza italiana del Consiglio europeo potesse essere lesa l’immagine internazionale dell’Italia con la condanna in un processo penale del suo Presidente del Consiglio.
L’art. 1 del citato lodo Schifani prevedeva che: “non possono essere sottoposti a processi penali, per qualsiasi reato anche riguardante fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione fino alla cessazione delle medesime, il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Presidente della Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Corte Costituzionale”.
Nella parte motiva della sua decisione la Corte Costituzionale osservò tra l’altro che la legge violava il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e quello di obbligatorietà dell’azione penale
Qualche anno dopo, nel giugno 2008 Berlusconi fece riproporre al suo ministro della Giustizia Alfano un nuovo lodo riguardante questa volta l’immunità delle prime quattro alle alte cariche dello Stato, con esclusione del presidente della Consulta, approvato con legge n. 124 del 2008.
Anche il secondo “lodo”, che perseguiva il fine di tutelare l’esigenza assoluta della continuità e regolarità dell’esercizio delle più alte funzioni pubbliche, seguì la stessa sorte del primo, dal momento che la Corte Costituzionale ne dichiarò l’incostituzionalità con sentenza del 7 ottobre 2009 per violazione nel merito dell’art. 3 (il principio di uguaglianza) e nel metodo dell’art.138 della Costituzione, sottolineando come fosse necessaria una legge costituzionale per introdurre le immunità previste dal lodo, dal momento che sarebbe possibile incidere sullo status giuridico del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera, del Presidente del Senato e del Presidente del Consiglio dei Ministri con una normativa di rango ordinario, in quanto tutte le disposizioni relative allo status di tali soggetti erano di rango costituzionale, sicchè sarebbe stata richiesta una legge di pari rango attraverso lo strumento dell’art.138.
Queste sono le ragioni che impongono come imperativo categorico per tutti i rappresentanti della nostra Nazione, ovvero i nostri parlamentari, che si accingono a votare, ci si augura, dopo un ampio ed approfondito dibattito, la conversione in legge del DL n.18/2020, di privilegiare il rispetto della Costituzione ed i fini della legalità e del diritto su cui poggia il nostro ordinamento giuridico e di non piegarsi al ricatto del voto di fiducia che consentirebbe l’inserimento automatico di uno scudo penale.
Le migliaia di morti ed il sacrificio dei medici e di tutto il personale che li sta coadiuvando chiedono, anzi esigono GIUSTIZIA E NON UN VERGOGNOSO COLPO DI SPUGNA!
