Per Giorgia Meloni si dovrebbero estendere le garanzie di cui all’articolo 5 della Nato all’Ucraina senza però consentirle di entrare nella Nato perché l’ingresso nella Nato potrebbe essere reputato dalla Russia un atto ostile ed un pericolo per i suoi confini.

L’art. 5 del Trattato Nord Atlantico firmato a Washington il 4 aprile 1949 ed entrato in vigore il 24 agosto dello stesso anno prevede quanto segue: “Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali”.

Secondo la visione geopolitica della premier Meloni l’estensione all’Ucraina dell’art.5 del Trattato Nato garantirebbe alla stessa di non essere più attaccata militarmente dalla Russia.

Non vi è chi non veda però come sarebbe giuridicamente una inammissibile ed intollerabile forzatura la decisione di estendere l’articolo 5 dell’Alleanza atlantica all’Ucraina con il risultato che tutti i 32 Stati membri dell’Alleanza atlantica (Albania, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Repubblica della Macedonia del Nord, Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Turchia, Ungheria e Svezia) sarebbero obbligati  ad intervenire in legittima difesa con le loro forze armate in caso di qualsivoglia attacco armato della Russia contro l’Ucraina, favorendo così lo scoppio della terza ed ultima guerra mondiale e con essa la distruzione dell’intero pianeta.

Certamente non è questa la strada migliore se si vuole perseguire la pace e porre fine definitivamente ad ogni iniziativa bellica, né sono condivisibili le azzardate esternazioni della nostra premier.

Se la proposta fosse recepita -cosa fortunatamente assai improbabile, stante la necessità dell’unanimità nelle decisioni adottate dalla Nato- l’Italia manifesterebbe ancora una volta la sua ostilità verso la Russia dopo l’invio di armi destinate ad uccidere i militari russi, in spregio dell’art.11 della nostra Costituzione e dopo l’applicazione delle pesanti sanzioni.

John Fitzgerald Kennedy, uno dei più grandi presidenti degli Stati Uniti, immaginava, nella sua visione etica della vita, una pace vera, un tipo di pace che rendesse per tutti la vita sulla terra degna di essere vissuta, non solamente la pace nel suo tempo, ma la pace in tutti i tempi. Riteneva che i problemi venissero creati dall’uomo, perciò potevano essere risolti dall’uomo. Affermava inoltre: “La pace è un processo, un modo di risolvere i problemi. Respiriamo tutti la stessa aria, abbiamo tutti a cuore il futuro dei nostri figli e siamo tutti uguali.

Nessun problema se il destino dell’uomo è superiore alle nostre forze, la ragione e lo spirito dell’uomo hanno spesso risolto problemi che sembravano insolubili, e siamo convinti che questo sarà ancora possibile. Non siamo qui a dare colpe o per giudicare, dobbiamo affrontare il mondo così com’è e non come poteva essere.”

Quindi, traendo spunto dal pensiero di John Kennedy, il quale pagò con il prezzo della vita il coraggio e la determinazione nel far valere le sue idee, perseguiamo la via della pace ed abbandoniamo ogni velleità di patetici riarmi sia dell’Italia che di tutti gli altri Stati europei in vista di guerre che non possono più esserci, a meno che non si vogliano cercare dei pretesti per provocarle e arricchire i produttori ed i mercanti delle armi.

Fermiamo dunque le guerre e ripristiniamo dovunque la Pace!