pubblicato su “INTERVALLO” supplemento al n.9 de “L’ORA DEL SALENTO” del  19 Marzo 1971)

Gli studenti, una volta usciti dalla scuola dell’obbligo, devono essere messi in condizioni di conoscere quali siano le possibilità che sono loro concesse per proseguire gli studi e quali siano le prospettive per loro una volta in possesso del diploma di maturità o di abilitazione.

Ciascuno dovrebbe conoscere, attraverso un giudizio espresso in sede di scrutinio finale, quali siano le attitudini e le capacità che in lui si riconoscono e quali gli aspetti che lo sconsigliano di seguire questo o quel corso di studi.

Il Ministro della P.I., attraverso il suo Ufficio Studi, sentito il Comitato per la Programmazione Economica, negli ultimi mesi dell’anno scolastico dovrebbe disporre che ogni singola scuola pubblichi il numero dei diplomati per ogni fascia di maturità e dovrebbe fornire informazioni, sia pure sommariamente ed in linea generale, su QUALI SONO LE POSSIBILITA’ DI ASSORBIMENTO CHE IL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO ED EUROPEO OFFRE PER OGNI DETERMINATO SETTORE.

L’ISTAT fornisce periodicamente il risultato delle sue indagini ed è indispensabile che i dati statistici siano resi pubblici il più possibile.

E’ antieconomico ed assurdo sfornare diplomati in un determinato settore, consapevoli di creare degli aspiranti sotto Occupati o peggio disoccupati (ciò è stato ben compreso ed è già attuato nei paesi dell’Est).

Una propaganda in questo senso, fatta attraverso ogni mezzo di diffusione, certamente può contribuire a far cadere certe illusioni, certi luoghi comuni, certe speranze che il più delle volte proprio i familiari, assai male informati sull’argomento, contribuiscono a creare.

In maniera analoga è auspicabile che si agisca verso i giovani che devono iscriversi alle università.

Quella della iscrizione ad una facoltà universitaria è una scelta importantissima e nel compierla non si dovrebbe ignorare quelli che sono i dati forniti dall’ISTAT che prevedono ad esempio per il 1980 un esubero di laureati in lettere e pedagogia del 27% sulla offerta (55.000 unità) un esubero di laureati in materie scientifiche non specializzati pari al 29,7% (circa 42.500 unità);  circa 10.000 medici in più rispetto al fabbisogno, ed ancora 80.000 laureati in economia e commercio sotto occupati.

Nello stesso tempo mancheranno invece 6.000 ingegneri, 3.000 esperti in agronomia, 2.000 laureati in giurisprudenza e scienze politiche.

Non abbiamo avuto la pretesa di esaurire in argomento così complesso.

Abbiamo soltanto voluto richiamare l’attenzione dei lettori su una problematica che desideriamo approfondire nei prossimi numeri.