Nell’attuale società post-industriale e post-moderna assistiamo a trasformazioni epocali in ogni settore, non sempre in direzione migliorativa e tutto non è come prima e non lo sarà più nel prossimo futuro.
Tra le altre cose il moderno progetto mondialista-neoliberista totalitario di cui i fautori del dogma del pensiero unico sono gli assidui ed instancabili portavoce prevede un graduale svuotamento del continente africano dai giovani per avere a disposizione persone da sfruttare a basso costo in lavori manuali che richiedono maggiori energie e soprattutto per occupare nuovamente il territorio africano il cui sottosuolo è ricco di immense e preziose risorse naturali.
I neoliberisti mondialisti, al fine di far digerire ai cittadini italiani l’arrivo continuo ed incontrollato di migranti economici e climatici, oltre che prevalentemente di clandestini, li definiscono risorse che sarebbero necessarie alla nostra economia ed ancora indispensabili per assicurare il regolare pagamento delle pensioni agli Italiani.
Il fenomeno della migrazione a cui assistiamo da oltre trent’anni negli Stati europei può essere considerato quale un nuovo colonialismo.
Detto fenomeno potrebbe spiegarsi nella determinazione di una parte di immigrati e rifugiati di spostarsi in Europa per reclamare a gran voce tutto quello che è stato loro sottratto nei secoli passati ad opera degli Stati colonialisti, tuttavia non vi è chi non veda come il loro disperato e rischioso viaggio via terra, prima e via mare successivamente, costituisca un’ennesima trappola coloniale in danno dell’Africa, consistente nel suo indebolimento per l’allontanamento delle forze giovani che sarebbero invece più utili per la crescita di quell’immenso e ricco territorio.
Il colonialismo può essere paragonato ad una bestia con molte teste velenose che si rigenerano continuamente.
Infatti non appena si pensa che gli sia stata tagliata la testa, se ne rigenera un altro tipo che non può essere distrutto con le stesse armi che hanno distrutto la vecchia testa.
È una bestia che incessantemente si ridefinisce per servire da supporto ai fini del progetto neoliberista-mondialista, in un mondo globalizzato, che rappresenta la nuova e più feroce forma del capitalismo contemporaneo.
Invece del vecchio colonialismo che in un recente passato è stato lo strumento dell’imperialismo, nel mondo contemporaneo globalizzato e neoliberista in cui viviamo è nato un neocolonialismo, in cui ogni stato che vi è soggetto, è indipendente soltanto nella forma, ma non nella sostanza, essendo nella realtà il suo sistema politico ed economico pilotato da gruppi di poteri esterni.
L’attuale esodo verso l’Europa di consistenti gruppi di persone appartenenti a diverse etnie africane, tramite spietate organizzazioni criminali che fanno ricorso a mezzi disumani per trarre profitto dal trasporto di esseri umani è legato in un certo senso alle violenze coloniali di un recente passato.
Fino a poco tempo addietro, al termine del secondo conflitto mondiale, venute meno tutte le colonie, si è spesso verificato che gli Stati europei ex colonialisti hanno favorito l’insediamento di governi fantocci da loro controllati, o hanno provocato guerre e colpi di stato per tornare ad avere il controllo sulle preziose ricchezze del sottosuolo africano.
In altri casi, come ha fatto la Francia, è stata stampata la moneta locale denominata “Franco FCA” (Franco della Comunità Francese dell’Africa) moneta priva di corso legale con la cui moneta l’ex colonialista continua a pagare quanto prelevato dal territorio e dal sottosuolo africano.
Ed ancora molti paesi occidentali utilizzano il continente africano per smaltirvi i loro rifiuti tossici, o vendere armi a qualche dittatore per provocare guerre fratricide.
Dopo l’uccisione di Gheddafi in Libia, voluta nel 2011 dagli occidentali, abbiamo assistito ad un incredibile spostamento di persone da tutta l’Africa, oltre che dal Medio Oriente per far ingresso in Europa come rifugiati e questo naturalmente nel rispetto dei trattati internazionali che assicurano loro la giusta e dovuta protezione.
Si auspica che i popoli africani sopravvivano a questo nuovo, diverso, ma subdolo attacco, senza precedenti, nei loro confronti ad opera dei colonialisti di nuova generazione, che non sono altro che dei spregiudicati e feroci capitalisti travestiti da neo liberisti mondialisti, da qualche tempo in competizione con il regime comunista cinese e possano, se rimarranno nel loro ricchissimo continente, unirsi per creare un’alleanza e/o confederazione di Stati, affinché, nonostante le terribili condizioni di schiavitù, cui sono stati sottoposti nei secoli passati durante il colonialismo ed il neo colonialismo, riacquistino completamente la loro libertà ed autonomia e con queste il loro diritto ad uno sviluppo dell’economia ed al raggiungimento del benessere di cui fino ad oggi sono stati privati.

