
La questione che da qualche tempo sta dividendo gli Italiani in due opposte fazioni, inerente i ripetuti attacchi politici, mediatici e giudiziari contro il Sen. Matteo Salvini, Ministro degli interni e vice presidente del Consiglio, suscita qualche necessaria riflessione.
Non è la prima volta che l’intervento dei media e quello ancor più pesante della magistratura nei confronti di un esponente istituzionale destabilizzi l’equilibrio politico in quanto inevitabilmente comporta una interferenza di un potere dello Stato nei confronti di un altro potere e determina tra gli stessi poteri un vero e proprio conflitto.
Sul caso di “Matteo Salvini inquisito” pochi mesi addietro per la questione della nave “DICIOTTI”, condividendo il pensiero del magistrato Carlo Nordio, il quale ha affermato: “SE UN MINISTRO RITIENE SIA GIUSTO IMPEDIRE LO SBARCO, FA UN ATTO POLITICO, E SI DEVE PRONUNCIARE IL PARLAMENTO” – “LA LEGGE DEL MARE? I TRAFFICANTI GIOCANO SULLA NOSTRA EMOTIVITÀ…”, si deve osservare che la nave militare italiana è stata mantenuta sotto controllo dai Carabinieri per evitare, per ragioni di igiene, di sicurezza e/o di ordine pubblico, sbarchi indesiderati.
Ogni decisione in tale materia in casi analoghi spetta ai ministri competenti e in particolare a quello dell’Interno.
Spiace dover rilevare che nel caso della “Diciotti” un PM abbia ipotizzato a carico del Ministro degli Interni l’esistenza dei reati di arresto illegale e addirittura sequestro di persona.
A tale proposito, sempre il dott. Carlo Nordio, ha affermato: “Una tesi ardita per entrambi i reati: il primo, infatti, scatta quando c’ è un arresto, e qui non risulta sia stato arrestato nessuno; il secondo si verifica quando la privazione della libertà personale è illegittima, altrimenti finirebbero sotto inchiesta anche i giudici che privano della libertà gli imputati mandandoli in galera. E in questo caso è ben difficile definire illegittima una decisione squisitamente politica, di competenza discrezionale del ministro”.
“A tacer del fatto che, -ha proseguito il dott. Nordio- proprio per questa ragione, se reato vi fosse, le indagini sarebbero di competenza del relativo Tribunale a sensi dell’articolo 96 della Costituzione. DA ULTIMO, PUÒ SUSCITAR PERPLESSITÀ CHE, A FRONTE DI GRAVI E REITERATE VIOLAZIONI DELLE LEGGI VIGENTI SULLA IMMIGRAZIONE, INVECE DI INDIVIDUARE E PROCESSARE SCAFISTI E TRAFFICANTI, insieme a quanti in concorso commettono il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (ndr), SI SIA SOLTANTO IPOTIZZATA UNA POSSIBILE INCRIMINAZIONE DEL MINISTRO MATTEO SALVINI PER UNA CONDOTTA CRITICABILE FIN CHE SI VUOLE, MA CHE FA PARTE DI UN ACCORDO APPROVATO DAL PARLAMENTO SOVRANO”.
E’ trascorso del tempo, ma la situazione non si è modificata, gli attacchi contro Matteo Salvini non cessano.
Credo a questo punto, poiché niente pare stia cambiando, ma anzi si avvertono segnali che le cose si stiano evolvendo negativamente per la tenuta delle nostre istituzioni democratiche e la conservazione nel nostro ordinamento giuridico del principio della separazione dei poteri, si appalesa quanto mai urgente, prioritaria e indispensabile una organica riforma della giustizia e della magistratura che della giustizia è una autorevole e pregnante componente.
Per la riforma dello status di magistrato e dell’ordinamento giudiziario i tempi potrebbero essere lunghi in quanto occorrerebbe modificare la Costituzione, dove all’art.104 è scritto: “la Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, poteri che vengono poi enunciati e puntualmente disciplinati.
Per quanto concerne invece quello che non è specificamente indicato in costituzione, considerato che i magistrati oltre che titolari di un potere ed anche di privilegi, in quanto appartenenti ad un ordine, cioè ad una corporazione, sono anche pubblici funzionari dello Stato, si possono attuare alcune riforme con legge ordinaria ed anche con decretazione d’urgenza.
Tra queste in primo luogo quella sulla responsabilità civile dei magistrati con il superamento della legge Vassalli, che costituì un vero e proprio atto di generosità del legislatore dell’epoca il quale di fatto rese irresponsabili i magistrati che sbagliano, nonché, una riforma che disciplini nei dettagli il rapporto di pubblico impiego dei magistrati e stabilisca modalità e durata della loro presenza negli uffici giudiziari, che fissi anche per i magistrati dei termini perentori per il deposito dei provvedimenti nell’esercizio della funzione giurisdizionale.
Ed ancora, sempre con legge ordinaria, occorrerebbe una riforma che introduca un controllo periodico sulla idoneità psico-fisica di ogni magistrato a svolgere le delicate funzioni che sono loro affidate dalla Costituzione e dalla legge ed infine un controllo esterno di ordine meritocratico e di cultura giuridica per consentire la progressione nella carriera, che non può essere collegata esclusivamente all’anzianità.
Con la revisione della Costituzione si dovrebbe invece por mano alla riforma dell’ordinamento giudiziario, e con esso alla riforma della composizione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), alla separazione delle funzioni e delle carriere tra pubblici ministeri, che rappresentano l’accusa ed il diritto potestativo dello Stato di punire chi viola le leggi penali ed i giudicanti, cui è affidato il delicato compito di emanare i provvedimenti giurisdizionali in totale imparzialità.
Infine per meglio garantire la separazione dei poteri, sempre attraverso una revisione costituzionale, si dovrebbe enunciare e scrivere a chiare lettere nella nostra legge fondamentale che il compito dei Giudice è quello di applicare la legge e che la sua interpretazione è riservata esclusivamente al legislatore, come peraltro era già previsto nello Statuto Albertino del 1848.
Sarà all’altezza ed avrà il coraggio il governo del cambiamento di promuovere una riforma epocale di tale portata?
Radio LDR Informazione e Consapevolezza 02/11/2016
138 Dibattito “GIUSTIZIA e DITTATURA”
Dott. Paolo Ferraro e Avv Alfredo Lonoce – Conduce Vittorio Boschelli
