Dove non v’è libertà non può esservi legalità (Piero Calamandrei)
Permane il lockdown generalizzato su tutto il territorio nazionale e si ricomincia a paventare, nella girandola dei colori in cui primeggia il rosso, l’adozione di “misure ancora più stringenti” che costringeranno gli Italiani agli “arresti domiciliari”.
Questa volta il nuovo governo, invece di far ricorso ad atti amministrativi, come lo è un Dpcm, probabilmente adotterà un decreto legge, ritenendo erroneamente di non incorrere così nella incostituzionalità del suo provvedimento.
Ma non è affatto così, in quanto una esasperata preoccupazione di tutelare il diritto alla salute non giustifica la privazione della libertà, in quanto l’art.13 Cost. che tutela la libertà personale non può essere neutralizzato e/o sospeso dall’art. 32 Cost. che riguarda il diritto alla salute.
Tutte le restrizioni coattive per motivi di sanità devono necessariamente seguire la via giurisdizionale prevista dall’art. 13. In altri termini mai l’autorità pubblica potrebbe invocare l’art.32 Cost. per derogare, per motivi di salute, le garanzie dell’art.13 cost. che così recita:
“LA LIBERTÀ PERSONALE È INVIOLABILE.
NON È AMMESSA FORMA ALCUNA DI DETENZIONE, DI ISPEZIONE O PERQUISIZIONE PERSONALE, NÉ QUALSIASI ALTRA RESTRIZIONE DELLA LIBERTÀ PERSONALE, SE NON PER ATTO MOTIVATO DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA [cfr. art. 111 c. 1, 2] E NEI SOLI CASI E MODI PREVISTI DALLA LEGGE [cfr. art. 25 c. 3].
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà [cfr. art. 27 c. 3];.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.”
Come si evince dall’esame di tale norma costituzionale a tutela della libertà personale esistono tre garanzie:
la riserva di legge assoluta, ovvero la competenza esclusiva della legislazione costituzionale a disciplinare l’inviolabilità della libertà personale;
la riserva di giurisdizione, dato che solo l’autorità giudiziaria può emanare provvedimenti restrittivi;
l’obbligo di motivazione, il quale deve necessariamente accompagnare ogni provvedimento restrittivo della libertà personale.
La nostra Costituzione, proclamando l’inviolabilità della libertà personale ne consente la limitazione solo per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
Alla luce di tale disposizione di rango costituzionale, nessuna restrizione della libertà personale può essere adottata se non dall’Autorità Giudiziaria ed è solo la legge a poter prevedere i casi e disciplinare i modi in cui tali restrizioni possono avvenire.
Conseguentemente sia il lockdown, che qualsiasi altro provvedimento restrittivo della libertà personale non sarebbe altro se non un sequestro di persona, perché si tradurrebbe in una privazione di libertà arbitraria, imposta al di fuori del dettato costituzionale, in palese violazione sia della riserva assoluta di legge che della riserva di giurisdizione, a mezzo di un atto unilaterale, a prescindere dalla sua natura amministrativa o di atto avente forza di legge come è un decreto legge.
Le precedenti analoghe iniziative del governo Conte bis sono state già oggetto di una articolata denuncia per i reati di attentato contro la costituzione dello Stato, usurpazione di potere politico, violenza privata, sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione, sequestro di persona ed abuso d’ufficio.
Se l’operato del governo Draghi non rientrerà nei dettami costituzionali, non esiteremo ad interessare dei fatti l’Autorità Giudiziaria, se necessario, anche di rango sovranazionale.
La libertà è uno dei beni più preziosi che ogni essere umano possiede, essa è un diritto e nello stesso tempo un valore, la libertà è essenziale ed inalienabile, è troppo importante per lasciarsela portare via e va pertanto difesa, come la difenderemo, contro chiunque volesse privarcene, costi quel che costi!

