
L’art. 104 Costituzione così recita: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.”
L’art.71 Costituzione dispone che “L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.”
Dall’esame della nostra legge fondamentale emerge che l’ordine giudiziario non ha il potere di sostituirsi al legislatore e conseguentemente se un qualunque magistrato si attribuisse il potere di interpretare la legge in base ad elementi che non sono previsti dalla legge o decidesse disapplicando la legge, o infine decidesse applicando la legge in base alla sola lingua italiana, commetterebbe il reato di “Attentato contro la costituzione dello Stato” previsto dall’art.283 del codice penale.
Nella realtà quotidiana avviene che spesso le scelte giurisprudenziali raggiungono un grado di raffinatezza interpretativa e creativa tali da soverchiare le stesse previsioni letterali e logiche contenute nella norma legislativa.
Ciò avviene perché attraverso una interpretazione estensiva della stessa Costituzione, i magistrati, forti di una non ben definita autonomia, nell’esercizio delle loro funzioni, non si limitano alla pura e semplice applicazione della legge, ma tendono ad avventurarsi in una interpretazione della stessa.
Indubbiamente la garanzia dell’indipendenza nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali contenuta nell’assioma che il giudice è soggetto soltanto alla legge è uno strumento utile per tutelare il magistrato giudicante da ogni interferenza proveniente dalla politica e con essa dal potere legislativo e da quello esecutivo.
Osando discutere sul feticcio per tutti intoccabile della indipendenza che in concreto pone il magistrato al di sopra delle istituzioni, faccio qualche breve riflessione sull’argomento.
Occorre partire dal 1948, quando i Costituenti elaborarono l’attuale Costituzione e considerarono la magistratura qualcosa di diverso rispetto a quello che rappresenta oggi e nel contempo ritennero la giustizia essere un valore autonomo sotto il profilo della certezza della legge che garantiva la terzietà ed imparzialità del giudice, oltre che la sua estraneità rispetto alla politica.
Nel corso degli anni dalla mera e semplice applicazione della legge, secondo cui in base all’insegnamento di Montesquieu, il giudice altro non era se non “la bocca della legge”, questo principio è stato superato per il ruolo ormai diverso che svolge la magistratura.
Infatti ci siamo trovati inopinatamente dinnanzi ad una vera e propria espansione del potere giurisdizionale che ha alterato l’equilibrio tra i poteri così come l’aveva concepito Montesquieu.
Oggi l’intervento del magistrato è più penetrante e più diffuso rispetto al passato ed il giudice non è più sottoposto alla legge ma si è collocato “di fronte alla legge”, come ha detto il magistrato Giuseppe Berruti, divenendo un soggetto politico anche perché il Parlamento ha prodotto troppo leggi che hanno finito col rafforzare il suo ruolo di supplenza e la sua funzione politica.
Nell’art. 104 della Costituzione, come ho accennato in premessa, vi è scritto: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Dunque la Costituzione parla in maniera esplicita solo di Ordine, senza riconoscere alla magistratura l’attributo di potere.
Poi una forzata evoluzione della norma costituzionale, non suffragata da alcuna revisione sulla base delle previsioni di cui all’art.138 cost., ha comportato la modifica del dettato costituzionale e così l’ordine è diventato potere, un potere scollegato dal principio sancito all’art.1 cost. che stabilisce che la sovranità appartiene al popolo.
In forza di questa evoluzione ed “interpretazione estensiva” delle previsioni costituzionali attualmente la magistratura ha assunto un ruolo diverso ed una funzione senza alcun limite, con la conseguenza di incidere nella società più degli altri poteri.
Questo nuovo ruolo, maturato lentamente e gradualmente, favorito dalla disattenzione del legislatore, ha consentito al magistrato di diventare il protagonista delle lotte sociali e di quelle politiche, tant’è che in barba al principio della obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale, viene adottata una scelta di politica criminale in ordine ai reati da perseguire.
Ancora più incisiva appare poi l’influenza della magistratura nella politica allorquando vengono promosse iniziative giudiziarie contro componenti di governi non graditi all’ordine della magistratura.
Pur in presenza di un potere smisurato ed insindacabile del singolo magistrato, il cui comportamento è valutato dall’organo di autogoverno (CSM), non esiste una legge rigorosa ed efficace sulla responsabilità civile dei magistrati che sbagliano e provocano danni al cittadino o allo Stato, essendo del tutto inadeguata la legge Vassalli, nonostante la sua recente modifica.
Gli esponenti politici dovrebbero comprendere che tra gli atti normativi, la legge, con tutti i suoi difetti, ha il valore, insostituibile per una democrazia, di scaturire da un procedimento di formazione pubblico e trasparente, che si svolge in Parlamento, a porte aperte al pubblico nella sua fase finale e che coinvolge l’intera rappresentanza politica, composta da maggioranza e minoranze.
Questa qualità procedimentale della legge può essere svilita finché si vuole, ma deve restare d’importanza fondamentale e conservare la sua centralità.
In tale contesto si appalesa urgente e indispensabile per la nostra democrazia parlamentare por mano ad una riforma organica della magistratura con legge ordinaria per quanto concerne la responsabilità civile e con legge costituzionale per quanto concerne l’ordinamento giudiziario ed il nuovo e diverso ruolo del pubblico ministero e del giudice.
Radio LDR- Informazione e Consapevolezza 138 – Dibattito su: “GIUSTIZIA e DITTATURA”
Ospiti: Dott. Paolo Ferraro e Avv. Alfredo Lonoce – Conduce: Vittorio
https://www.youtube.com/watch?v=pUFfyH199c4&t=567s
