Quando muore un Avvocato, muoiono i diritti dei cittadini.

E’ morta il 28 agosto scorso, dopo un lungo sciopero della fame, durato 238 giorni, per protesta contro la repressione del diritto di difesa e dei diritti umani esistente in Turchia, l’Avvocata Ebru Timtik.

Pesava ormai solo 33 chili, il suo corpo era così debilitato da non potersi reggere in piedi e da non poter ingerire neppure qualche sorso di acqua.

L’Avvocata Timtik era stata ritenuta colpevole esclusivamente di aver difeso soggetti invisi al regime ed ha subito sulla sua pelle il peso di un sistema processuale totalmente asservito al potere esecutivo.

Si è battuta fino alla fine, anche quando non ne aveva più le forze fisiche, per un futuro di legalità che non lasciasse il cittadino solo in balia di un potere statuale esercitato senza alcuna remora, limite e controllo.

Il suo calvario giudiziario iniziò nel 2017 quando per effetto di false e pretestuose accuse venne arrestata.

Dopo la sua scarcerazione disposta dagli stessi giudici che avrebbero poi dovuto giudicarla, questi ultimi vennero sostituiti da altri giudici e, all’esito di un processo «farsa», l’avvocato Timtik venne condannata ad oltre tredici anni di reclusione, condanna questa che ha avuto come esclusivo fondamento l’esercizio dell’attività professionale dell’Avvocato Timtik, colpevole, secondo i giudici turchi, di avere assistito soggetti presuntivamente vicini all’organizzazione di estrema sinistra DHKP-C.

Un attacco esplicito questo al diritto di difesa, fondato sulla strumentale sovrapposizione della figura dell’avvocato e del suo assistito e volto ad intimorire l’intera avvocatura turca, cui veniva in tal modo rivolto un velato messaggio ed un palese monito a non assumere la difesa di persone non gradite ed invise al regime.

La morte di un Avvocato che si immola per la difesa dei diritti di tutti, per la Libertà, la Democrazia e lo Stato di diritto, non accende i riflettori mediatici sulla vicenda umana ed ideale perché l’immagine dell’Avvocatura nel corso degli ultimi decenni è stata svilita, vituperata ed offesa e la gente comune non riesce a distinguere più quale sia la reale funzione ed utilità di un Avvocato nella società contemporanea.

E’ già molto difficile svolgere il ruolo difensivo in un regime che formalmente conserva qualche indispensabile regola democratica ed è arduo pensare di poterlo fare liberamente nell’interesse della Giustizia e della Nazione, perchè ciò significa attirare sulla persona del difensore l’ostilità dei più, i quali preferiscono che un soggetto terzo e libero, come dovrebbe essere un Avvocato, non interferisca sul naturale corso degli eventi, così come progettato da una cricca al comando e che si limiti invece a percepire un il corrispettivo per una difesa solo formale, ma non sostanziale, ispirata da quelli che sono i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico.

Figuriamoci quanto sia difficile e direi impossibile svolgere con onore, lealtà e diligenza le funzioni difensive in un regime divenuto a tutti gli effetti illiberale ed autoritario.

Onore  quindi all’Avvocato Ebru Timtik che si è immolata fino alle estreme conseguenze per la difesa dei diritti e delle libertà del suo Popolo e piena solidarietà a tutti i Colleghi che in Turchia, consapevoli di essere degli Avvocati e non di “fare gli avvocati, come se si trattasse di un qualsiasi altro mestiere”, mantengono alta l’immagine dell’Avvocatura difendendo, come è loro principale dovere, i principi che devono sempre informare una società civile libera e democratica.

L’Avv. Antonio De Mauro, Presidente del COA di Lecce, ordine professionale cui ho l’onore di appartenere, ad un mese dalla morte dell’eroica Collega, ne ha commemorato la figura ed il fulgido esempio di dedizione a quelli che sono i principi cardine che devono informare la Giustizia ed ispirare la condotta di ogni autentico Avvocato, ribadendo questi semplici, ma basilari concetti:

“Noi siamo Avvocati……

Se ci fate uscire dalle sale, fate uscire anche la giustizia.

Qualsiasi assalto nei nostri confronti è un assalto fatto contro il popolo e alla sua libertà di cercare giustizia.

Noi rappresentiamo il popolo nei processi.

Non vi lasceremo calpestare i diritti dei cittadini.

Non vi lasceremo calpestare il diritto, la giustizia, le libertà.

Continueremo a perseguitare le torture, gli abusi, le illegittimità, a salvaguardare il diritto di essere sottoposti ad un processo equo per tutti

 

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