(pubblicato su NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA del 09/05/2014 n.126 pag.1 e 8)

Dopo il caso Riccardo Magherini, in cui sarebbero coinvolti alcuni Carabinieri e le recenti vicende che hanno visto una parte del sindacato di Polizia solidarizzare con alcuni agenti condannati in via definitiva per reati contro la persona, si è aperto un dibattito sui limiti e le modalità di intervento delle forze dell’ordine.

Gli interrogativi diventano ancor più pregnanti ed inquietanti se si considera che l’Italia con legge n.84/2010 ha ratificato il Trattato di Velsen del 18/10/2007 con cui è stata istituita la Gendarmeria Europea, ovvero Eurogendfor (EGF) con sede a Vicenza nella caserma Chinotto. EGF è un’organizzazione indipendente dall’UE, composta da forze di polizia ad ordinamento militare con compiti di intervento in aree di crisi.

Non è soggetta al controllo dei parlamenti nazionali, né del parlamento europeo, rispondendo direttamente ai Governi, che ne hanno il coordinamento politico-militare attraverso il Comitato Interministeriale di Alto Livello (CIMIN). EGF si configura quindi come un vero e proprio esercito, in grado di intervenire tempestivamente in qualsiasi situazione che minacci la sicurezza e la tranquillità dei cittadini europei e non solo. Perché nessuno ne parla?

Quali interessi reali EGF dovrà tutelare? Cosa è EGF? Un esercito privato, un corpo di polizia, o una struttura di intelligence, o tutte queste cose assieme con funzioni e competenze ampie, se non illimitate?.

Appare preoccupante l’immunità che il Trattato riserva al personale di EGF che non può subire alcun processo per fatti connessi all’adempimento del servizio.

Nel Trattato è previsto che EGF deve essere in grado di coprire l’intera gamma delle missioni, anche di polizia, tramite la sostituzione o il rafforzamento nelle fasi di un’operazione di gestione delle crisi. Le Forze EGF possono essere poste indifferentemente alle dipendenze dell’autorità civile o del comando militare. In EGF sono compresi poteri e strumenti militari, di polizia e servizi segreti e può essere utilizzata come consulente dalle forze di polizia nazionali e dall’esercito, su richiesta del CIMIN. L’organizzazione interna di EGF prevede due organi, il Cimin e il Comitato Tecnico, ma soltanto il primo, composto da rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa dei Paesi aderenti al Trattato, è di fatto detentore di ogni potere. Al Cimin spetta infatti la decisione sulle condizioni di ingaggio e schieramento e la definizione dei requisiti necessari per l’adesione al Trattato di uno stato europeo.

Aspetto ancor più singolare è che all’intero personale di EGF sia attribuita una speciale immunità, in quanto l’unico organo al quale è tenuto a rispondere delle azioni dei suoi appartenenti è il Cimin.

Appare ancor meno rassicurante l’ampio spettro di situazioni che possono essere considerate adempimento del servizio nell’adempimento delle missioni. Inoltre il Trattato garantisce l’inviolabilità dei locali, degli archivi e di ogni tipo di atto, documento, dato, appartenente o detenuto da EGF su qualunque tipo di supporto si trovi e in qualsiasi parte del territorio sia. Sugli eventuali illeciti commessi dal personale di EGF ogni decisione è rimessa esclusivamente al Cimin, il quale è tenuto a pronunciarsi dopo l’esame del rapporto predisposto dal Comandante EGF.

Alla luce di queste considerazioni, è indubbio che il quadro normativo di EGF ha delineato un organismo militare dotato di ampi e straordinari poteri e di tutta la libertà necessaria per agire senza preoccuparsi troppo delle conseguenze.

Sicuramente questa nuova Gendarmeria europea è perfettamente in grado di rispondere a quelle esigenze di forza, rapidità e internazionalità auspicate dai suoi promotori, tuttavia la sua totale irresponsabilità impone una seria riflessione. Innanzitutto non è dato comprendere il motivo per cui EGF non risponda ad alcun parlamento, nazionale o europeo e sia quindi svincolato dal controllo di organi elettivi.

In secondo luogo non è chiaro a quali crisi si fa riferimento allorchè si prevede l’utilizzo di EGF. A questo proposito viene fatto un richiamo criptico alle missioni di Petersberg, senza altro aggiungere.

Il Trattato di Velsen non contiene, neanche nel preambolo, alcuna disposizione che faccia riferimento al rispetto dei parametri del diritto internazionale umanitario e alla tutela dei diritti dell’uomo nel corso delle operazioni militari e al comportamento sul campo di quanti sono sottoposti alle regole di ingaggio.

Al di là degli interrogativi legittimi che sorgono dalla lettura del Trattato, rimane privo di risposte il più inquietante, che è quello che nasce dalla rischio che tale organismo, che appare sostanzialmente legibus solutus, sia utilizzato con finalità di repressione e che diventi dunque uno strumento di controllo da parte del potere politico sui cittadini, al di fuori di ogni principio democratico per il quale il potere risiede nel Popolo che lo esercita attraverso le assemblee legislative dallo stesso elette.

 

https://www.facebook.com/notes/informazione-illuminiamo-le-coscienze/il-trattato-di-velsen-che-istituisce-leurogendfor-in-versione-intergale-leggete-/367098796696688/

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1084824